L’Associazione internazionale si prefigge di conservare e trasmettere alle future generazioni le tecniche e lo Spirito dell’antica scuola Katayama-ryu iai kenjutsu.

Jirinden(terzo volume)

Jirinden (46) I vari utensili che sono presenti in un posto…tutti saranno la tua armatura (gusoku)…si chiamano kogusoku (小具足).

Sonoba ni aru ironna dōgu… subete jibun no gusoku to naru node… kogusoku to iu(Heishū Jirinden, Vol. 3, Kogusoku
・I vari utensili che sono presenti in un posto…tutti saranno la tua armatura (gusoku)…si chiamano kogusoku.

  Nei luoghi in cui è presente una moltitudine di persone, poiché certamente avverranno incidenti, prima che essi si verifichino facciamo attenzione e predisponiamo in anticipo nei posti quali sedili, vicoli, ecc., vari utensili, piccoli, grandi, lunghi, corti, adatti a tali posti, facili da prendere ed a portata di mano, affinché non ci sia carenza. Tutti questi utensili, poiché diventano le nostre armi di protezione, sono chiamati kogusoku (piccole armature) in contrapposizione alla vera armatura (gusoku).

  In questo modo, poiché non dobbiamo usare la lama con facilità, nel momento in cui avviene un incidente improvviso, gestiamo la situazione facendo uso degli utensili sistemati nei vari posti e non dobbiamo allontanarci. Dobbiamo controllare con gli utensili che sono nel posto. Dato che è così, è regola del guerriero (bujin) farsi alleate persone scelte tra il popolo tenuto sempre sotto osservazione e d’altra parte mettere il proprio sigillo sugli utensili per farne la propria armatura di protezione.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Draven Lee Powe)

Jirinden (47) Poiché mostra avidità e cerca di rubare ciò che appartiene ad altri, diventa uno scontro con l’uso della katana.

Oroka naru monono kuse to shite wa,…yokushin wo motte hito no mono wo ubawan to suru kotoyori yaiba nimo oyobi keru (Heishū Jirinden Volume 3, Tsukadome
・È una tendenza della persona stolta essere avida e cercare di rubare ciò che appartiene ad altri, così diventa uno scontro con l’uso della katana.

  La parte [della katana] che si usa tenendola in mano è la tsuka, l’impugnatura. Se la tsuka è saldamente unita alla saya, al fodero, non c’è combattimento con la katana. Tuttavia, sono numerosi gli stupidi che a causa della propria negligenza la katana è portata via dal nemico e che si rovinano da se stessi con la propria katana; ciò è il massimo della frustrazione. 

  A causa della propria negligenza la katana viene rubata dal nemico, si mostra avidità e si cerca di portare via un oggetto che appartiene ad altri e così diventa un conflitto con l’utilizzo della katana. Se con la tsuka abbiamo il totale controllo del nemico restando sempre attenti, nessuno si inserirà nella fessura [suki] di un punto debole. Se si mantiene vigile l’attenzione e con prontezza si risponde all’avversario sarà anche facile governare la società. Così facendo, possiamo avere con la tsuka il totale controllo dello scontro ed esso non diventa uno scontro con l’uso della katana. Anche se il nemico viene ad aggredirci, è possibile controllarlo con facilità e questo metodo è stato denominato “Tsukadome”. Riceviamo con difficoltà e rispondiamo con facilità, in altre parole è una tecnica [waza] per reagire con prontezza e con fermezza.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Draven Lee Powe)

Jirinden (48) Koshi-no-mawari è il giusto modo con cui noi governiamo le persone.

「Koshi-no-mawari wa onore yori hito wo osamuru no michi to shite myōmoku wo tsukeoku nari」(Heishū Jirinden, Volume 3°, Koshi-no-mawari)
・Si chiama Koshi-no-mawari il giusto modo con cui noi governiamo le persone.

  Il Guerriero, l’uomo d’armi [bujin] non deve mai dimenticare il proprio Koshi-no-mawari. “Koshi” [lett.: i fianchi] significa il posto, lo spazio al quale dobbiamo fare costantemente attenzione; “mawari” [lett.: rotazione] significa che gli avvenimenti accadono avendo noi stessi come punto di partenza. Quindi, Koshi-no-mawari, è di grande importanza che dobbiamo prestare attenzione affinchè le cose non accadano a partire da noi stessi. Il Guerriero, l’uomo d’armi [bujin] non dimentica mai il proprio Koshi-no-mawari; se a volte avviene un fatto per prima cosa pensa al motivo per cui tale fatto è avvenuto.

  La spada, la katana è uno strumento di protezione e di controllo delle azioni malvage; la lunga, il tachi, è per assistere il sovrano; il wakizashi, la corta, per pugnalarsi i fianchi quando si commettono errori. Se si è frettolosi ed impazienti è facile dimenticare il proprio signore ed il proprio padre; l’imprudenza e l’avventatezza finiscono per annullare i risultati ed i meriti acquisiti in precedenza. Coloro che perdono il controllo in un momento di collera, non sono innanzitutto dei Guerrieri, sono persone con una scarsa abilità nel pianificare progetti importanti. Da tutto ciò, Koshi-no-mawari è il giusto modo con cui governiamo gli altri; Tsuka-dome è il modo con cui controlliamo ed eliminiamo gli ostacoli che gli altri vengono a creare.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Draven Lee Powe)

Jirinden (49) Poiché lo spirito vacilla in noi stessi, siamo ingannati.

Mayou kokoro no aru yueni madowasaruru no onore mo aru(Heishū Jirinden, Vol.III, Gunchū-kumiuchi)
・Poiché lo spirito vacilla in noi stessi, siamo ingannati.

  Dobbiamo essere sempre consapevoli del nostro spirito [心, Kokoro = mente, cuore] e che a causa di uno spirito che vacilla in noi stessi, di conseguenza noi stessi siamo ingannati.  Questo spirito non è stabile perchè noi non coltiviamo abbastanza la nostra mente [気, Ki = forza di volontà].  Il modo in cui il Ki è attivo dipende da quanto viene sollecitato fortemente nella vita quotidiana.

  Si dice che se una persona costantemente, senza fare pause, lavora bene, apprende bene e diventa competente nel comportamento, non sarà in inferiorità anche se è all’interno dell’intero esercito di 37 mila e 500 uomini.  Se il Ki non viene adeguatamente coltivato, [la persona] perde la concentrazione, perde il momento critico, abbandona il posto dove deve essere; non solo, ma si lascia sfuggire il nemico che deve colpire e si fa rubare le armi a lui adeguate; finisce che si ferisce lui stesso.  Il Kumi-uchi [lotta corpo a corpo] esiste con lo scopo di determinare velocemente l’esito di uno scontro, ma far prolungare un combattimento con la lotta è una vergogna per il guerriero [bushi]. Nella lotta mettiamo le nostre braccia all’esterno delle braccia dell’avversario; con il braccio dominante avvinghiamo il collo dell’avversario sotto la nostra ascella, e con il braccio sinistro blocchiamo il braccio dominante dell’avversario.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Draven Lee Powe)

Jirinden (50) Colui che assume un incarico e non ha lealtà (, chū), commette certamente anche molti errori.

Yaku wo ninoute chū naki mono wa kanarazu ochido mo shigeki mono nari(Heishū Jirinden, Vol.III, Bajō no kumiuchi kubi tori yō no koto)
・Colui che assume un incarico e non ha lealtà (忠, chū), commette certamente anche molti errori.

  Colui che assume un incarico e non ha lealtà (忠, chū), commette certamente anche molti errori. Se un superiore di quell’incarico è una persona frivola e sleale (不忠, fuchū), separati subito da quell’incarico. Se non sei in grado di separarti da quell’incarico, avverrà che tu distruggerai te stesso con quell’incarico. Non permettere a persone sleali di svolgere compiti difficili. Questo è essere sleale. Tu ti occupi delle cose difficili e lascia a questa persona di fare le cose più facili.

  Quando manca l’armonia tra il vertice e la base (tra superiore ed inferiore), il Paese va in rovina. Perciò è della massima importanza che chi va a cavallo non danneggi il cavallo. L’uomo ed il cavallo diventano un’unità ed i movimenti sono liberi; al contrario, quando si distrugge il nemico, è bene ferire il cavallo del nemico. Tagliare il collo del cavallo. Tagliare le redini del nemico. In questo modo, uomo e cavallo non sono una unità ed il nemico non può muoversi come vuole.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Draven Lee Powe)

Jirinden (51) Non stare dove non dovresti stare, stai dove dovresti stare.

Tatsu bekarazaru chi ni tatazu, tatsu beki ba ni tatsu (Heishū Jirinden, Vol. 3, Gokui)
・Non stare nel luogo dove non dovresti stare, stai nel posto dove dovresti stare.

  Si chiama kurai (位, posizione o status) lo stare in una posizione in cui si dovrebbe stare, invece di stare in una posizione in cui non si dovrebbe stare. Colui che non rispetta la rettitudine (義 gi, la retta via), oltrepassa la propria posizione ed occupa quella di un altro, preferisce una via pericolosa. La fine di colui che preferisce quel tipo di pericolo non sarà la pace. Chi non comprende bene i Principi Generali (理, ri, 道理 dōri, la ragione, il giusto, il vero ) non conosce il modo di recuperare la propria posizione che gli viene tolta; chi non ha un posto dove stare soffre per essersi perso e chi soffre per essersi perso alla fine diventa confuso.

  Naturalmente, quando le persone si incontrano, c’è senza dubbio una posizione di padrone ed ospite. Una persona che conosce bene la propria posizione è una persona che non eccede né si lascia superare, non si appropria né si lascia togliere, rende chiaro il suo status e quando fa qualcosa non ci sono eccessi o carenze. È lo status ove ad ogni distinta persona è permesso stare naturalmente. Presente un’altra persona, si deve stabilire il kurai ed inoltre la posizione appropriata ove stare.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Draven Lee Powe)

Jirinden 52. Quando si sottomette la gente, è una vittoria isolare le persone malvage.

Subete hito wo seisuru ue wa, akunin wo wakeru zo kachi naru beshi」 Heishū Jirinden, Vol.3 , Mukō Nihō)
・In generale, quando si sottomette la gente, diventa una vittoria isolare le persone malvage.

  Ogni aspetto correlato alla natura umana, non è al di fuori delle leggi del Cielo e della Terra. Ad esempio, il vento non soffia contemporaneamente da due direzioni, tuttavia provenendo da una direzione può disperdersi verso tre direzioni.  La persona che si impegna intensamente verso una sola cosa, non c’è doppiezza, poiché non si preoccupa dello status sociale; può gettare facilmente in confusione la persona che è ossessionata dallo status sociale ed agisce con doppiezza.

  Per controllare totalmente la gente, la vittoria consiste nell’isolare le persone malvage, i nemici.  La ragione di ciò è che i malvagi hanno la tendenza a formare delle cricche. In primo luogo i malvagi, anche se fanno promesse, non appena si trovano in una situazione di svantaggio subito le infrangono e causano danno ad altre persone. In questi momenti, stabiliamo con fermezza la nostra posizione, attendiamo che il malvagio si sdoppi e lo affrontiamo direttamente di petto. Se non perdiamo la nostra posizione, anche se ci sono molti nemici è come affrontarne uno solo.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

Jirinden (53)  Non commettere violazioni, né usurpare, è governare in pace il Paese.

Okashi ubau koto no naki wo ”Chikoku hei tenka” to iu narameHeishū Jirinden, Vol.III (Waki Nihō)
Si dice che governare in pace il Paese significhi evitare di commettere violazioni ed usurpareare.

  Affinché io esista è indispensabile che esistano le cose. Tuttavia, per me c’è una posizione che mi compete, così come alle cose c’è la loro. Solamente quando le posizioni sono in armonia e si adattano reciprocamente senza violazioni, allora può essere detto governare in pace il Paese [Chikoku hei tenka 治国平天下]. Ciò nonostante, quando la relazione tra me e le cose prosegue a lungo, il confine diventa poco chiaro ed involontariamente capita anche che si viola.

  Di sicuro trascurare le relazioni con i Paesi confinanti è il più grande errore che è commesso in un periodo di pace duratura. Anche un potente generale che comanda liberamente un intero esercito, se trascura i preparativi e perde le difese, non può fare nulla quando va incontro al nemico in un Paese confinante. Una persona eccellente tiene costantemente distinta e precisa la propria posizione, rafforza giorno dopo giorno le proprie difese mentre preserva le buone relazioni con i Paesi vicini. Nella situazione in cui una persona tenta di fare un’invasione approfittando di una calamità naturale, [la persona eccellente] reagirà immediatamente. In questo modo, proprio perché è costantemente vigile e preparato gli è possibile reagire con velocità.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

Jirinden (54) Se non conosci te stesso, il tuo posto ed il tuo tempo, sarà difficile conoscere il cuore delle cose.

Mazu onore wo shitte tsugi ni onore no ba wo shiri onore no toki wo shiru ni arazareba mono no Atari wo shiru koto katakaru beshi(Heishū Jirinden, Vol.III , Atari jō chū ge)
Se prima non conosci te stesso, poi la tua posizione ed il tuo momento, sarà difficile conoscere il centro delle cose.

  Per prima cosa conosci te stesso, poi conosci la tua posizione e se non conosci il tuo tempo sarà difficile comprendere il cuore, il centro (中 atari, 中心) di ogni cosa. Ciò che viene chiamato “centro” (中, atari) forse può essere compreso anche se ascoltiamo, ma nel caso in cui colpiamo (ataru, 当たる) il centro di qualcosa, se non si colpisce veramente il centro, non si può dire di averlo colpito. Come si può quindi colpire il centro di qualcosa? Prima dobbiamo conoscere l’essere umano, poi la sua posizione ed il suo tempo.

  Che cosa significa conoscere dapprima l’essere umano? Siccome nell’uomo ci sono le energie Yin Yang ed il loro essere pieni o vuoti (陰陽虚実 Inyō kyojitsu), anche in noi è così.Quando attacchiamo Yin 陰 facendo uso di Yin, ed il vuoto (虚, kyo) con il vuoto, anche se diciamo di colpire, in realtà non colpiamo. Aumentare il proprio vuoto Yin e mostrarlo ad un altro, è a causa del non conoscere se stessi. Non abbiamo nulla da nascondere a noi stessi. Non è difficile conoscere se stessi, poiché se chiediamo, il nostro sé risponde, e se agiamo, il nostro sé conosce.Come possiamo conoscere bene le cose difficili da conoscere del nemico, se rifiutiamo di conoscere persino le cose facili di noi stessi? Dopo aver conosciuto bene noi stessi colpiremo ogni angolo dell’avversario.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

 

Jirinden(55)Non c’è altro modo per conservare la pace se non unendo superiori e inferiori.

Jōge wo ittō ni suru koto wo nokete betsu ni chihei wo nasu no michi nashi(Heishū Jirinden, Vol.III, Bajō no nuki
Non c’è modo di governare e preservare la pace senza unire il superiore e l’inferiore.

  Quando si chiede l’onore di un singolo generale o soldato, subito disobbediscono alla Via del Cielo ed infine non possono governare superiori ed inferiori.
Non c’è modo di governare e preservare la pace senza unire il superiore e l’inferiore. Estrarre la spada quando si cavalca, per prima cosa si deve far notare questo comportamento al tuo cavallo, affinché non si spaventi. Non spaventare il cavallo! Se si spaventa non obbedirà e ciò è colpa del cavaliere. È importante che coloro che sono ai vertici, in alto, comprendano le menti ed i cuori di coloro che stanno sotto di loro, in basso; lodino i loro meriti; insegnino loro ciò che non possono fare e uniscano i ranghi superiori ed inferiori. 

  Le persone di status inferiore dovrebbero seguire gli ordini di chi sta in alto, ma esse, poiché non sono cresciute allo stesso modo di quelle di status superiore, non hanno avuto un maestro che insegnasse loro la Via sin dall’infanzia, né hanno avuto il tempo di studiare e sono cresciute di età vivendo giorno dopo giorno nelle difficoltà. Di conseguenza, la loro saggezza ed abilità sono inferiori; anche se viene loro ordinato di fare qualcosa, non riescono a portarlo a termine come previsto e quando ricevono un ordine non sono in grado di eseguirlo come si desidera. Se non si comprende questo aspetto si danno ordini in modo sconsiderato e si causano fallimenti senza volerlo.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

Jirinden (56) Quando la dignità di una persona rispettabile si diffonde, le cattive abitudini delle persone insignificanti scompaiono.

Kunshi no fū ya okonawarete shōjin no zoku ya noefu suHeishū Jirinden, Vol.III , Kasumi sō makuri)
・Quando la dignità di una persona rispettabile si diffonde, le cattive abitudini delle persone insignificanti scompaiono.

  Nel caso di una persona che calpesta saldamente un terreno, quel luogo in cui la persona si erge è un luogo appropriato al suo rango, alla sua posizione [位, i, kurai, grado, status, rango, dignità]. Se la persona che ha ottenuto quel rango non riesce a mantenerlo, come potrebbe rimanere tranquilla se una tigre alzasse le zampe. La persona che ampia il suo rango, quando agisce viola anche altre posizioni; se riduce il suo rango, rischia che esso gli venga sottratto con la forza. Questo perché le due parti non ottengono insieme il rango. In questo modo, chi mantiene bene la posizione è come le nuvole e la foschia che sono nel cielo; ovunque vadano non succede mai che non mostrino quella bellezza, e quando vanno via non lasciano tracce. Il motivo per cui non rimane nulla delle loro tracce è perché si modificano in un istante.

  La persona che mantiene bene il proprio rango, senza andare incontro, attendere, fermare, usare la forza, invadere, essere derubato, conosce gli altri, il luogo, il tempo, cambia in un istante ed è bello. Chi potrebbe fare bene una cosa simile? Conoscere se stessi: è la prima cosa per la persona che può conseguire ciò. Non c’è nulla che non sia governato, nulla che non sia vinto, non c’è nemico nel mondo.
Quando la dignità di una persona rispettabile si diffonde, le cattive abitudini delle persone insignificanti scompaiono.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

Jirinden (57) Invece, chi ha una buona vista cade nel pozzo.

Meigen no mono kaette i ni otsuru(Heishū Jirinden, Vol.III , Yami no ya saguri)
・Invece, chi ha una buona vista cade nel pozzo.

  Nel caso in cui si presta servizio ad un sovrano in un paese senza ordine e disciplina, devi correggere i costumi e le pratiche del paese, insegnarli e guidarli. Se non si facesse così, non ci sarebbe slealtà più grande; incorrerai nell’ira del Cielo piuttosto che in quella del popolo che obbedisce ai tuoi ordini, e il tuo peccato sarà più grande. Inoltre, coloro che non sono al servizio del sovrano, affinché non cadano nella trappola tesa dai calunniatori, devono nascondersi e non uscire in pubblico. Il fatto che una persona sapiente riceva una punizione è una vergogna per l’intero paese ed anche la stessa persona sapiente non può evitare la vergogna di aver smarrito la retta Via. Pertanto la persona sapiente non agisce creando imbarazzo al proprio signore o contro la Via del Cielo; questa è la ragione per cui si nasconde e non esce in pubblico.

  A proposito, sono proprio le persone che hanno una buona vista che cadono in un pozzo perché, vanitosi della loro vista, di giorno guardano nel vuoto e di notte si allontanano dal sentiero che conoscono bene. Chi è in grado di affrontare abilmente i luoghi bui non farebbe una cosa simile.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

Jirinden (58) Non preparare se stessi invita il pericolo.

Onore no sonaezaru wa kiran wo maneku nari」(Heishū Jirinden, Vol.III , Toiri)
・Non preparare se stessi invita il pericolo.

  Anche se il paese è in subbuglio, se c’è una ragione per cui si deve restare, si rimane ed anche il paese è pericoloso, se c’è una ragione per entrare, si entra; è la Via del Guerriero (bujin). Stabiliamo in quel paese la nostra corretta posizione, ci facciamo scudo sia di chi ci rifiuta sia di chi ci sostiene, dobbiamo lasciare ciò che c’è lì così com’è; entrare od uscire dal paese è irrilevante per noi ed è una nostra libertà. Anche se conosciamo le condizioni di quel paese, se non siamo preparati non siamo in grado di affrontare il pericolo. Conoscere le condizioni siamo coinvolti nel pericolo, essere impreparati invitiamo il pericolo; invitare il pericolo ed essere coinvolti in esso, il risultato finale è che rimane solo il pericolo.

  Per colui che è nella posizione corretta non è così. Chi mantiene la posizione corretta, quando usa un oggetto come scudo non dimentica di abbassare rapidamente il corpo; quando è seduto si sposta da un angolo all’altro e cerca piccoli armamenti (kogusoku). Usare gli oggetti come scudo è come fare di un uomo abile il proprio amico intimo. Abbassare il corpo è un profondo segno di cortesia. Muoversi da un angolo all’altro è cercare una bassa posizione sociale e restare in essa. Facendo così, non ci sarà alcun pericolo.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

Jirinden (59) La Verità, radice della Giustizia; la Giustizia, fiore della Verità.

Jitsu wa Sei no ne Sei wa Jitsu no hana(Heishū Jirinden, Vol.III, Kodachi jitsumyō ken)
・La Verità è simile alla radice della Giustizia, e la Giustizia al fiore della Verità.

  Può accadere che una persona, anche se è sincera ed agisce correttamente, a causa di individui malvagi e subdoli (佞奸邪悪, neiganjaaku, esteriormente buoni ma con un cuore cattivo) possa essere incastrata, cadere in errore e ricevere una punizione. In verità, sebbene non ci sia colpa, a causa di calunniatori la punizione ingiusta sarà fatta conoscere all’interno della nazione e nel futuro resterà la notizia che anche una persona innocente possa essere punita. Un fatto del genere accade perché non è stata raggiunta l’essenza di Jitsumyō (実妙, la vera abilità, il potere della Verità). Come tutti sanno, ciò che non ha radici non dura a lungo e anche se mantieni una posizione corretta, se non è ccompagnata da una vera efficacia (Jitsumyō 実妙), non puoi distruggere i malvagi.

  Se segui la via della verità e della giustizia (正実, seijitsu) e riesci a commuovere il Cielo e la Terra, la grande spada (大太刀, ōdachi) sarà sostenuta dalla piccola spada (小太刀, kodachi), e la punizione si trasformerà persino in ricompensa. Sebbene il kodachi sia uno strumento per espiare i propri errori, se si è innocenti esso non viene utilizzato; anzi sarà usato per proteggersi dai calunniatori. Nel concetto di Seijitsu c’è sempre Myō (abilità, potere); per proteggersi dalle persone malvagie, per prima cosa bisogna correggere se stessi, basandosi sulla sincerità ed onestà; poi si correggono gli altri. Questo è ciò che si chiama Myō. La verità (実, jitsu) è la radice della giustizia (正, sei), e la iustizia è il fiore della verità; Myō è il “profumo” che avvolge l’intero fiore della verità e della iustizia.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

Jirinden (60) Se desideri una forte fortuna, desidera avere dei legami in questo mondo.

Un no tsuyokaran koto wo hosseba mazu sejō en no aran koto wo hosse yo」(Heishū Jirinden, Vol.III ,Manji no kan)
・Se desideri diventare più fortunato, prima di tutto desidera che ci siano legami in questo mondo.

  Esiste una differenza tra la bontà e la malvagità nella natura umana (賦様, fuzama, la natura dell’individuo, il carattere innato di una persona). Ciò si riferisce al modo in cui vengono utilizzati i talenti naturali, innati. Tuttavia, anche la fortuna ha i suoi alti e bassi, e anche se si possiede sia la rettitudine che la verità (正実, seijitsu), a causa delle circostanze del destino con cui
si nasce (禀賦運命, hinpu unmei), non è possibile usare al meglio i propri talenti. Poiché non sei amato dai superiori e non sei rispettato dagli inferiori, non godi della fiducia né del rispetto degli altri e, di conseguenza, finisci per non essere in grado di sfruttare appieno i talenti innati.

  Pertanto, se desideri che la tua fortuna si rafforzi, prima di tutto, spera di avere legami in questo mondo. Se in questo mondo tutti avessero un legame fraterno, chi competerebbe per avere maggiore fortuna? Se intorno a te, in alto ed in basso, a destra ed a sinistra, tutti diventano la tua protezione allora in ogni nazione, in ogni epoca, potrai mantenere una posizione ampia e duratura e realizzerai con facilità ogni azione. Le persone esperte, tutte hanno un unico modo di pensare ed un unico obiettivo.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

Jirinden (61) Se si va contro lo Yin e lo Yang, il Cielo e la Terra, le montagne e i fiumi… si va incontro ad una rovina improvvisa.

Inyō Tenchi Sansen ni gyaku suru koto aran ni wa…fui no metsubō mo eru koto aran」(Heishū Jirinden, Vol.III, Jitsugetsu hūu hansui no koto)
Se si va contro lo Yin e lo Yang, il Cielo e la Terra, le montagne e i fiumi… si va incontro ad una rovina improvvisa.

  L’esistenza umana è generata dallo Yin e dallo Yang (陰陽, Inyō, i due principi fondamentali), che creano l’energia vitale (氣血, kiketsu); il Cielo e la Terra (天地, Tenchi) completano il ciclo della vita (首尾, shubi, inizio e fine); le montagne ed i fiumi (山川, Sansen) consentono alle membra (四肢, shishi, braccia e gambe) di funzionare efficacemente e di vivere. Pertanto, agire contro Inyō, Tenchi e Sansen si va immediatamente contro la via dell’essere umano e si va incontro ad una rovina improvvisa.

  Il passare del tempo (月日, tsukihi) è l’essenza dello Yin e dello Yang; il vento e la pioggia (風雨, fūu) sono il residuo dell’attività del Cielo e della Terra e l’acqua che scorre lungo i pendii (坂水, hansui) è il sentiero del ruscello di montagna. Non è possibile opporsi ad essi. Agire contro di essi danneggia il proprio cammino, ferisce il proprio corpo e compromette la propria posizione. Questo è la posizione originaria dell’esistenza umana e deve essere rispettato con grande attenzione.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

Jirinden (62) Anche se hai un talento naturale, se non studi non puoi farne il miglior uso e diventa una mancanza.

Tensei no sai ga attemo manaba zareba busai no ochido to naru (Heishū Jirinden, Vol.III, Sansai no kane)
・Anche se hai un talento naturale, se non studi non puoi farne il miglior uso e diventa una mancanza.

   L’attività (, さい sai, 働き hataraki: attività, talento, abilità) del Cielo mostra la sua forma dando la sua benedizione alla Terra; l’attività()della Terra prende in prestito la potenza del Cielo e produce le cose; l’attività()dell’Uomo opera in conformità al Cielo ed alla Terra. Le tre attività (三才, Cielo, Terra e Uomo) sono vaste ma non esistono in modo indipendente. La parola “kane”, scritta 矩, significa “regola, legge”, ma, scritta 臭声, anche “odore e voce, suono”. Colui che cerca la verità delle cose prima di tutto verifica annusando l’odore, ascolta il suono e giunge alla risposta. Ciò è l’ingresso iniziale quando si cerca la verità. Pertanto, per conoscere la verità, devi fare attenzione all’odore e al suono. Questa verità è ciò che chiamiamo “attività, talento, abilità” ( sai, hataraki).

  Se manca questo talento(), qualsiasi cosa si faccia si verrà colpiti da disastri e non si potrà fare nulla; tuttavia, questo talento è un’abilità naturale innata e ci sono persone che abbandonano il dovere di studiare e finiscono la loro vita come se non esistesse. Ciò è deplorevole. Quando studiamo, solo per mezzo del talento appreso possiamo accumulare meriti. Anche se si ha un talento innato, se non si studia si rischia di non sfruttarlo appieno e di commettere errori. Ciò è uguale a non avere talento. In altre parole, il talento è la capacità di usarlo bene, di considerare bene le occasioni e di prendere le migliori decisioni. Dobbiamo rendercene conto e studiare. Tutto ciò è chiamato Sansai-no-kane (三才の矩), la Legge delle Tre Attività.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

Jirinden (63) “Shi-kan-satsu” è il metodo per raggiungere la vera e profonda comprensione.

Shikansatsu wa kirin gyokuzui shintsū ni itaru no kane nari(Heishū Jirinden, Vol.III, Metsuke Kirin Gyokuzui Shintsū)
“Shi-kan-satsu” è il metodo per raggiungere la vera e profonda comprensione (kirin gyokuzui shintsū).

  La persona che è in procinto di fare una cosa, se non ha raggiunto la vera e profonda comprensione, dato che tutto diventa oscuro, confuso, ci saranno sempre errori e si fallirà. Perciò, ci si allena facendo uso del metodo chiamato “Shi-kan-satsu” (視観察). L’azione di “vedere” significa comprendere con gli occhi. Tuttavia anche se gli occhi comprendono ciò diventa inutile se il cuore/mente non comprende; per questo esiste il metodo di allenamento per far comprendere al cuore: l’insegnamento di Shi-kan-satsu Il termine “shi” (視) significa guardare con attenzione: questo tessuto nella parte interna ha una trama tinta semplicemente di rosso, tuttavia la parte esterna è stata una volta colorata di bianco e sopra di rosso ed a causa di ciò appare bello. Il termine “kan” (観) significa osservare con attenzione ed apprezzare, che un tessuto rosso con una fodera interna rossa appare bello. Nella pratica della disciplina, se non si guardano con attenzione i dettagli, non si fa comprendere al cuore/mente; non è possibile comprendere un orologio o una bambola meccanica se non guardiamo con attenzione la loro struttura. Per prima cosa, osserviamo con attenzione come se si guardasse il nucleo centrale di un cristallo (玉蕊, gyokushin) ed è importante dare un cuore alla bambola che non lo ha. Il termine “satsu” (察) significa far emergere le emozioni da una bambola che non parla, ma se non le percepiamo intuitivamente nel nostro cuore/mente sarà difficile comprendere le emozioni della bambola. “Shi-kan-satsu” (視観察, osservare, contemplare e percepire) è il metodo per raggiungere “Kirin gyokuzui shintsū” (機輪玉蕊心通) la vera e profonda comprensione, ossia la capacità di entrare in sintonia con il meccanismo e il nucleo centrale delle cose. Non è limitato alle cose, alle azioni; [anche] dal punto di vista dei rapporti con le persone, osserviamo, concentriamo il cuore/mente sull’obiettivo, percepiamo con il cuore, comprendiamo il meccanismo e ci prepariamo in anticipo; se non c’è questa abilità, non è possibile portare a compimento con successo alcuna azione.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

 Note.
機輪 (Kirin) → “Ruota del meccanismo” → Rappresenta il meccanismo interno di qualcosa, come negli automi o negli orologi antichi, indicando la struttura o il funzionamento di un sistema.

1.玉蕊 (Gyokuzui) → “Nucleo del gioiello” → Si riferisce al vero centro di un cristallo, simbolo della parte essenziale o del fulcro di un concetto.
2.心通 (Shintsū) ha due significati:
 – “Condurre/armonizzare il cuore” → Significa entrare in sintonia profonda, comprendere qualcosa a livello emotivo e intuitivo.
 – “Penetrare il cuore” → Significa “una situazione in cui si cerca di realizzare qualcosa con forte volontà e convinzione”.
L’ordine delle parole è “機輪”, “玉芯” e “心通”, vorrei penetrare il “真っ芯”, il nucleo solido, il vero centro, di “玉”, del gioiello.

Commento.
In giapponese, i verbi “見る”, “視る”, “観る” e “察る” si pronunciano tutti “miru” ma ognuno di essi ha un significato diverso. Questo capitolo spiega il significato di ogni kanji e ci insegna che dobbiamo vedere l’essenza delle cose.

見る (miru)
In senso ampio, significa catturare qualcosa con gli occhi, portare qualcosa nel proprio campo visivo. Include non solo azioni consapevoli, ma anche elementi che entrano nel campo visivo in maniera inconscia. Ad esempio: vedere persone che camminano per strada; vedere uccelli che volano nel cielo; guardare la televisione; vedere il pericolo ed evitarlo.

視る (miru) 視, shi
Significa guardare attentamente, consapevolmente e con concentrazione. Include l’intenzione di esaminare o osservare un oggetto in dettaglio. Ad esempio: un medico guarda negli occhi di un paziente; una telecamera di sicurezza osserva una persona sospetta; guardare negli occhi l’altra persona durante una conversazione.

A titolo informativo: il kanji 視 viene anche usato per comporre la parola 視力 shiryoku, con il significato di “acuità visiva”.

観る (miru) 観, kan
Significa guardare con attenzione, in modo accurato e approfondito, con interesse. Ha una forte connotazione di apprezzare o osservare, includendo l’intenzione di trarre qualcosa dal soggetto.

Ad esempio: guardare un film; seguire una partita sportiva; ammirare i dipinti in una mostra d’arte; osservare le piante in un giardino e percepire il cambio delle stagioni.
A titolo informativo: il kanji 観 viene anche usato per comporre la parola 観劇 kangeki, con il significato di “guardare uno spettacolo teatrale”.

察る (miru) 察, satsu
Significa cercare di comprendere o valutare i sentimenti o la situazione di qualcuno dall’espressione facciale o dall’atteggiamento. Ha una forte connotazione di percepire o intuire qualcosa che non è visibile. Ad esempio: percepire che qualcosa era successo dall’espressione del suo volto; capire cosa pensava veramente dalle sue parole o dai suoi silenzi; riuscire a cogliere i sentimenti dell’altra persona e scegliere le parole di conseguenza.

A titolo informativo: il kanji 察 viene anche usato per comporre la parola 考察 kōsatsu, con il significato di “investigare, eseguire un’accurata indagine per chiarire alcuni aspetti”.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

Jirinden (64) Metodo di utilizzo del corpo secondo la forma quadrata, rotonda, curva, diritta ed appuntita.

Mi no kane hō en kyoku choku ei(Heishū Jirinden, Vol.III, Hō En Kyoku Choku Ei)
・La regola di usare il corpo, è il metodo basato sui princìpi della forma quadrata, rotonda, curva, diritta ed appuntita.

  Quando spieghiamo la forma appuntita, acuta ( ei) nell’essere umano, constatiamo che tutto ciò che esiste tra il Cielo e la Terra è sottile, piccolo nella parte alta e grosso, spesso nella parte bassa, per cui ha una forma stabile. Al contrario l’essere umano, poiché si espande nella parte alta e si restringe in quella bassa, non dura a lungo nella stabilità.  Allora, se pensi di sederti correttamente, senza cadere o inclinarti, per prima cosa devi imparare la forma acuta, appuntita ( ei). Stare eretti senza muoversi con la forma appuntita si chiama choku , forma diritta. Si chiama forma curva, kyoku , la forma diritta che si piega. Quando kyoku raggiunge il suo limite di flessione si chiama en 円, forma rotonda. Una forma rotonda accovacciata, schiacciata, si chiama forma quadrata .  La forma quadrata (keta) è la figura della Terra  e rappresenta il movimento della spada in alto, in basso a sinistra ed a destra. La forma circolare (madoka) è la figura del Cielo  e rappresenta la rotazione della spada a sinistra, a destra, avanti ed indietro. La forma (kyoku) è detta del corpo che si piega e si abbassa, mentre (choku) si riferisce al corpo che si raddrizza e si solleva.

  Essere curvati曲  ,  (dritti e immobili) o appuntiti  (seduti bene, senza cadere ed inclinarsi); se siamo competenti e sempre consapevoli di queste forme del corpo possiamo ottenere la capacità di muoverci liberamente a seconda dei cambiamenti e non ci saranno malattie o dolori che finiscono per limitare i movimenti. Inoltre, se conosciamo il modo di usare il corpo ed il momento per farlo, se diventiamo familiari ai tempi ed ai luoghi, in che modo potrebbe esserci qualcosa di difficile? Una cosa rotonda, studiamo affinché diventi sempre più rotonda; alleniamo una cosa quadrata per farla perfettamente squadrata; un lavoro incompleto, che appare sia quadrato, senza angoli, sia rotondo, è completamente inutile nel momento in cui si usa in pratica e non arriverà alla corretta realizzazione. Tantomeno raggiungerà il livello del talento (, hataraki). Poiché questo talento mostra una forza meravigliosa, si insegna che, per acquisirlo, l’allenamento fondamentale consiste per prima cosa nello studiare con serietà la “regola di Hō En Kyoku Choku Ei”.
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi,  Constantin von Richter,  Keith Tang)

 

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