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Jirinden (23) “Riporre la katana nella saya e non estrarla. Ciò si chiama Garyū

Osamete tsuini hassezu kore wo Garyū to iu(Heishū Jirinden, Vol. II, Ōhen hakkyoku)
“Riporre finalmente nel fodero e non estrarre. Ciò si chiama Garyū

Indossare una katana è riporla saldamente nella guaina, ben affilata e non utilizzarla fino alla fine; in altre parole, non è imparare ad estrarla facilmente. La katana è uno strumento impiegato solo per soggiogare l’ingiustizia e non è utilizzata per nient’altro.

 Conservare la katana nel fodero (saya) e non estrarla è chiamato Garyū. Conservare la katana nel fodero non usandola significa che il filo della lama si riposa, ma lo spirito non è negligente. Garyū è un drago che giace tranquillamente in attesa. Anche se ci sono nemici, se essi non arrivano ad attaccare, non è necessario parare. La guardia di Garyū è una postura nella quale “mettiamo a dormire” il filo della lama (lo teniamo verso il basso per non intimidire l’avversario), facciamo salire lo tsuka-gashira sul lato sinistro del petto fino ad unirsi alla mammella. Nel momento in cui il drago si avvicina al nemico non c’è disattenzione nel collo e nella coda; ciò è paragonabile al non rivelare la propria figura. ( Katayama-ryu Gli insegnamenti / Ōhen hakkyoku )
(Presentato da Yuji Wada, Costantino Brandozzi, Rennis Buchner)

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