L’Associazione internazionale si prefigge di conservare e trasmettere alle future generazioni le tecniche e lo Spirito dell’antica scuola Katayama-ryu iai kenjutsu.

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Jirinden (6) Il tachi corregge l’iniquità; il kodachi trafigge il nostro addome.

Tōryū moppara kenjutsu to shōsuru wa, Shinbu ni shite korosazu wo honshi toshite, motte fusei wo osamuru no yue nari」(Heishū Jirinden Vol.1, Tōryū daisho-tō no okite)
“Questa scuola, che si chiama nient’altro che kenjutsu, si prefigge di soggiogare la malvagità, così come il proposito dell Shinbu di non uccidere.”

 A proposito della katana, decidiamo di indossarne una che viene testata per adattarsi alle nostre mani ed assecondare la nostra forza, come sappiamo, e discuterne i vantaggi e svantaggi della lunghezza è qualcosa che non dovrebbe essere stabilito. Originariamente la spada [剣, ken, tsurugi] era a doppio taglio, uno rivolto verso l’avversario e l’altro verso se stessi. La katana [刀, sciabola ad un taglio] dividendo in due il doppio filo del ken ha prodotto il tachi ed il kodachi. Di conseguenza, per quanto detto sopra il tachi, la lama lunga, è uno strumento per correggere l’iniquità, il kodachi, la lama corta, per trafiggersi il fianco chiedendo scusa dei propri errori.

 Sia il tachi che il kodachi non sono strumenti per vendicarsi. Anche colui che usa la katana ad un filo non deve mai dimenticare il significato della spada a due tagli.

 

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